18 M A G A Z I N E # Moda Lusso Lifestyle Fashion Tech e Auto Show News Sport Viaggi

Perché la moda esclude invece di includere?

di Hellen Lusardi

Nel luglio del 2008, Franca Sozzani creò il numero di Vogue Italia più iconico di sempre. In sole 72 ore, ”A Black Issue“ diventò sold out in America e nel Regno Unito, costringendo Condé Nast per la prima volta a ristampare più di 60mila copie. Oggi, su eBay, una copia ancora imballata si vende all’asta a partire da 2500 euro. Le quattro copertine, firmate da Steven Meisel, celebravano la bellezza di quattro modelle di colore: Naomi Campbell, Liya Kebede, Sessilee Lopez e Jourdan Dunn. Trent’anni prima, quando Vogue Italia era diretta da Franco Sartori, durante un casting a Newark si presentò una modella nera, Tracey Africa Norman e Luciano Soprani la scelse per un servizio di moda affidato a Irving Penn. Lo stilista e il fotografo, pur senza saperlo, avevano appena ingaggiato la prima modella transgender della storia della moda. Questi sono stati i due grandi momenti della moda italiana in fatto di diversità e potremmo dire che non ce ne sono stati molti altri.

Tracey Africa Norman

In dieci anni le cose, però, sono molto cambiate e il mondo della moda non sente più il bisogno di sistematizzare la “bellezza nera” in un numero di giornale, anche se ci sono ancora dei grossi limiti che andrebbero superati. Se un tempo le modelle di colore venivano scelte per dare un tocco “esotico” agli editoriali o alle passerelle, si può dire che oggi un cast che includa modelle di diverse etnie sia la norma, e i designer che si ostinano a scegliere solo modelle bianchesubiscono critiche molto pesanti. Ma una cosa è la diversità, un’altra l’inclusione. Non possiamo infatti parlare di moda inclusiva solo perché il 32,5% delle modelle che hanno sfilato nel 2018 non è caucasico.

Il discorso vale ovviamente per tutti i tipi di minoranze, e non solo per quelle caratterizzate dal colore della pelle: modelli transgender, plus size, disabili, con la vitiligine o il monociglio sono sempre più famosi e richiesti, ma questo però non è abbastanza. Li vediamo qua e là, applaudiamo i lodevoli sforzi dello stilista per aver inserito nel proprio show una – sola – modella non bianca, cisgenere e con una taglia superiore alla 38, ed ecco qui che anche quest’anno abbiamo sistemato la brand reputation. Si tratta di uno sforzo davvero minimo: questa infatti è soltanto “diversità”, che spesso agisce a un livello superficiale, ancor più in un settore in cui le apparenze contano davvero tanto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: