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Lifestyle – Arredare casa con le opere di Silvia Rastelli. Viaggio ai confini interpretativi di un’artista contemporanea

Arredare casa con l’arte contemporanea è possibile anche se non si ha un conto da milionari, basta seguire alcuni semplici consigli che possono trasformare la tua casa, nella tua personale galleria in cui ritrovare l’armonia ogni giorno.

La casa diventa tale, nel suo significato più intimo, tramite il suo arredamento. Ogni componente ha una sua utilità primaria che è immediatamente percepibile dal suo nome, ed una secondaria che riguarda lo stile. Così è un mobile, un tavolo, una porta, una libreria e cosi via. Ogni camera assume una particolare connotazione per scelta fatta da parte del suo proprietario.

Manca qualcosa, lo avvertiamo immediatamente quando entriamo in un mondo asettico, come un ospedale, un ufficio pubblico, una casa abitata da poco.

Per capire ciò che sentiamo come incompiuto rivolgiamo il nostro sguardo ad un concetto più familiare. Una persona viene definita, ancor prima di parlarci, dal suo abbigliamento, dai colori, addirittura può risultare simpatica solo perché il suo stile ne anticipa il suo stato d’animo. Una persona che indossa un’uniforme comunica un ruolo attivo nella società, un abito da sera connota l’eleganza, si tratta di esempi di stile.

Il vestito anticipa la personalità, poi però c’è la conferma di ciò che è stato solo intuito. La persona si palesa con i movimenti, il sorriso e lo sguardo e molto altro. Il tutto miscelato, attribuisce un’identità ben precisa ed il suo nome fornisce un modo per riunire tutti i significati appresi.

Il proprietario di una casa manifesta la sua personalità attraverso lo stile ed il colore, poi però da vita agli ambienti che si arricchiscono con i quadri. Le pareti diventano, da barriere tra spazi di un edificio unico, a punti focali, proprio come lo sono gli occhi, le espressioni del viso e la voce.

In entrambe i casi siamo di fronte ad una comunicazione più profonda che tocca l’emotività, con il potere di trasformare le sensazioni. Ciò accade perché siamo coinvolti per mezzo dei sensi. I dipinti di Silvia Rastelli sono perfetti per spaziare tra colori, forme e dimensioni, perché non hanno confini interpretativi, liberi dagli schemi sono in grado di toccare la sfera delle sensazioni. Si intravvede nell’opera di Silvia Rastelli un’ attenzione di crescita di immagine, un sedimento di energia vitale. I vari elementi della composizione vengono in tal modo ad essere collegati in un tessuto in cui tutto corrisponde in accostamenti formali e coloristici. Il disegno di Silvia è impeccabile, l’artista si serve del colore per articolare le forme, per sprigionare l’intensità sia nelle figure sia nella musicalità dei suoi temi. Ecco che il legno su cui dipinge prende vita, la fluidità diventa materia e si plasma attraverso le sue mani. Si percepisce infatti la gioia creativa di un’artista che sa sollevare il velo della poesia per riproporla in modo originale come vibrazione dall’accento sempre comprensibile in ogni suo ritratto.

Nelle opere di Silvia Rastelli i canoni classici disegnano l’avanguardia. Diventano interpretazione contemporanea. In scena l’autenticità della storia che dialoga con il nuovo. Intatti propone i valori di partenza, quelli della suggestione, ma aggiunge il twist dell’oggi. Che esalta i segni del tempo ma poi va oltre.

Oggi Silvia collabora con il curatore ed editore Loris Zanrei con il quale ha pubblicato il suo ultimo libro catalogo Ri-tratto (sponsorizzata oltre che dal curatore stesso, dalla banca CHE BANCA!) nel quale celebra il suo lavoro sulle identità, sul ritratto, sulla necessità di ri-trattare la visione del volto e della persona, e del suo interesse per il ritratto su commissione, un interesse nato dall’esigenza di rappresentare anzi, di presentare nuovi volti appartenenti al nostro tessuto antropologico contemporaneo.

Negli scorsi anni le sue opere sono state proposte in mostre in italia e all’estero (Kiev, Parigi, Londra). Tra le collaborazioni più interessanti, le svariate mostre curate da Fortunato D’Amico (attualmente curatore tra gli altri del celebre artista Michelangelo Pistoletto) come la personale “Mascara” nei Docks dell’Arsenale a Venezia in concomitanza con la Biennale di Venezia, la personale nei Musei di Nervi e Genova e l’esposizione al MACS museo temporaneo della Mazda a Milano e la mostra curata dal celebre storico dell’arte Francesco Poli a Torino alla Old Gallery. Alla fine del 2018 le è stato proposto dal prof. Severino Salvemini la possibilità di esporre nel Museo della Bocconi, il BAG- Bocconi Art Gallery. Per il progetto Bocconi ha realizzato un’ installazione, dal titolo IO SONO…, nel quale ha proposto 5 ritratti su pannelli di legno 150x150cm, attualmente visitabile nella sede Bocconi in via Sarfatti. Collaborando con il fotografo Tony Hassler, ha proposto i volti di ragazzi che avessero un’età simile all’età degli studenti della Bocconi, che avessero origini multietniche ma che vivessero e lavorassero o studiassero in italia. Ispirandosi alle foto scattate da Tony, ha creato dei ritratti che sottolineassero l’uguaglianza di valore di ogni persona e allo stesso tempo la differenza dell’identità culturale. Silvia ama mostrare con una differente prospettiva ciò che siamo abituati a “vedere” quotidianamente ma non a “guardare”, la bellezza nella diversità; stimola la curiosità di affascinarsi di ciò che è uguale ma anche diverso da noi.

Copyright© LZ Communication

Copyright© Foto: Tony Hassler

Contact: website www.silviarastelli.com

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