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Un’opera giovanile di Giovanni Borgonovo sara’ messa all’asta da Magnolia Arte

di Cristina Baldini

E’ di questi giorni la notizia della presentazione di una nuova opera, storicizzata, di Giovanni Borgonovo dipinta in età giovanile. L’opera di proprietà della collezione privata Litta di Milano era stata battuta all’asta nel 1998 e venduta alla cifra record di 3 milioni e mezzo di lire. L’opera dal titolo: “ Ricordi d’infanzia “ è considerata una delle prime opere dipinte dal Borgonovo all’età di 16/17 anni. Si tratta di un’opera fondamentale per qualità ed importanza: la sua presenza testimonia, al più alto livello, l’attività giovanile di Borgonovo come ritrattista, un’attività per cui diventerà celebre a Milano ma che iniziò, in forma completamente differente, durante gli anni successivi. Merito del curatore di Borgonovo è anche quello di proporre una ricognizione sulle opere dell’artista, a lungo escluse dalle mostre ufficiali per una sorta di rimozione da lui stesso operata nei confronti degli esordi, e infine recuperate dalla storiografia recente. L’opera e’ stata consegnata dalla famiglia Litta a Magnolia Arte che ne cura la comunicazione e che si occuperà della messa in asta della stessa.

“ Ricordo d’Infanzia “ di Giovanni Borgonovo

In alcuni momenti la pittura di Giovanni Borgonovo assomiglia alla fotografia di Cartier Bresson: il realismo che ci offre è una vera e propria riproduzione in diretta. È il pittore della vita, dell’istante in cui ci soffermiamo a cogliere il momento. Borgonovo non sublima, non innalza, in lui non c’è nessun Dio che galleggia in alto. Al contrario vive e dipinge sulla terra, fa entrare nell’arte i frammenti del quotidiano , i malati, i peccatori che non hanno la certezza di un aiuto divino. È il pittore della realtà. La fotografa, nel senso che coglie l’attimo decisivo, per dirla alla Bergson.

I critici d’arte, per lo più, non l’hanno compreso; critici come Achille Bonito Oliva, non lo possono capire perché troppo poco d’avanguardia, non esponeva merda d’artista, ma quadri dipinti e pieni di passione. Siamo di fronte ad un grave tradimento della critica rispetto ad un grande artista, grande come Morandi.

Giovanni Borgonovo rappresenta la dimensione intimistica, quella in cui uno riflette sul suo destino, una visione realistica, di verità e confronto anche difficile con il mondo. Ma su Morandi hanno scritto tutti e su Giovanni Borgonovo non ha scritto nessuno. E per nessuno intendo di quei critici togati, universitari. Borgonovo è un artista nato nel 1881 che negli anni ‘30, nel clou di un’arte italiana molto importante, è un protagonista. Nei successivi anni ‘40 e ‘50 sorpassa il fascismo lo ignora, per via di un mondo interiore stabile di paesaggio e di sentimento.

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