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” l’editoriale ” di Loris Zanrei

 

cropped-cropped-ceu9ixyw4aecxji.jpgNasce D I C I O T T O un magazine edito da LZ Communication che si propone come nuovo punto di riferimento nel settore moda, arte, luxory, actuality, fotografia e news. In uscita da pochi giorni diciotto.net è un Magazine che esplora il concetto di bellezza in tutte le sue forme: luoghi del benessere e architetture avveniristiche, icone beauty e artisti immaginifici, un make up artist e un grande chef, un viaggio, un gesto, un colore, una nuova avventura che mi vede ancora nel ruolo di editore. Oggi nel mondo dell’editoria investire in progetti nuovi è sempre più difficile, non è un problema di crisi economica ma è una crisi di modello…come sarà l’editoria di domani o forse come è l’editoria di oggi, questa è la domanda che mi faccio e che sono convinto che gli altri editori si facciano costantemente. La risposta non la conosco, so solo che oggi non è come in passato dove potevi fare libri, riviste, banche dati e così facevi l’editore.

Oggi devi provare a tracciare nuove strade devi conoscere le nuove tecnologie e devi: adattare? costruire? produrre? immaginare? contenuti per questi nuovi media.. Ieri chiedevi ad un autore un libro, un articolo di una rivista, oggi gli chiedi (o forse gli spieghi prima di chiedere).
Oggi l’informazione viaggia velocissima, gli editori devono viaggiare velocissimi, se no rischiano di non fare più l’editore. I lettori vogliono sapere tutto subito e cercano subito tutto, i libri di commento sulle nuove normative uscivano in libreria ad un mese dalla pubblicazione della legge, oggi già i primi commenti su provvedimenti normativi sono disponibili a poche ore dalla pubblicazione della legge. Oggi i lettori leggono di meno, forse leggono meglio, cercano subito il nocciolo della questione, cercano subito le risposte, sono abituati a leggere che è una lettura fatta di parole evidenziate, link, titoli, sottotitoli, commenti… hanno meno tempo, vogliono andare subito al punto.

Oggi fare l’editore vuol dire cercare nuove strade perchè quelle di ieri non vanno più bene. Oggi fare l’editore vuol dire mettere tutto in discussione, vuol dire provare in un settore nuovo come il mondo dell’informazione quotidiana con un approccio completamente diverso.

Oggi mi diverte scoprire questa grande interazione inimmaginabile tra arte ed editoria, provenendo io da questo settore. Ma è interessante far parte di questa rivoluzione tecnologica e culturale, ed in un certo senso, esserne protagonista

Il motivo per cui negli ultimi anni c’è stato il boom di questo fenomeno di editoria “veloce ed indipendente “, soprattutto tra le generazioni più giovani, è legato in primo luogo allo sviluppo delle tecnologie e poi alle possibilità di usare delle diverse forme alternative sul lato importantissimo della distribuzione. Per esempio, puoi creare un tuo sito e vendere direttamente. In generale anche i costi di produzione si sono abbassati, tutto è diventato più accessibile. Il che – altro aspetto interessante da indagare – comporta delle differenze rispetto agli Anni Sessanta e Settanta, che è considerato il periodo più ricco anche a livello di sperimentazione dei linguaggi, in cui il libro era l’estensione della loro pratica concettuale. Si configurava come un modo diverso di produrre arte in alternativa a quello delle gallerie e dei musei, usando lo spazio “pagina” come se fosse uno spazio fisico. Cercheremo di cogliere questa fase di cambiamento e di osservarla da dentro, con l’ambizione ed il progetto di non essere mai banali. Il cambiamento che stiamo attraversando sarà la nostra “regula vitae”.

Ci sono momenti in cui la prospettiva cambia o, per meglio dire, cambia il nostro modo di osservare le cose e nuove opportunità si rivelano. Momenti in cui le regole si modificano e il gioco diventa nuovo, momenti in cui il mondo o una sua parte come li abbiamo sempre immaginati non esistono più.
È questione di un attimo, talvolta. Lo raccontava Baricco in una delle sue Palladium Lectures a proposito della Bellezza e dei suoi canoni che sono cambiati all’improvviso con l’apparizione di Kate Moss. All’improvviso, come quando Fosbury vinse le Olimpiadi del ’68 cambiando tecnica e il salto in alto non fu più lo stesso.
O, come racconta Kirk Varnedoe all’inizio del suo libro, Una squisita indifferenza, quando William Webb Ellis “con squisita indifferenza per le regole del calcio dell’epoca prese la palla tra le braccia e si mise a correre dando così origine alla peculiare caratteristica del rugby. La stessa squisita indifferenza con cui gli impressionisti cambiarono il corso dell’arte cogliendo le potenzialità che altri, per tradizione, scarso coraggio o semplicemente per non averci pensato, non avevano colto prima.
C’è sempre un momento che è la somma dei momenti precedenti e, improvviso o atteso, segna il punto di non ritorno. Un momento che ha il rumore di una serratura che scatta, di un quadro che cade, di un vetro che si rompe.

Benvenuti nel mondo D I C I O T T O

Qualcosa sta cambiando

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