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Champagne a San Valentino, le bollicine rosé

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Champagne a San Valentino, le bollicine rosé

Ci sono tanti modi per festeggiare il Giorno degli Innamorati, ma uno solo per farlo davvero con stile. Stappare una bottiglia di champagne

Abbiamo scelto sette champagne per San Valentino, perché il “7” è il numero associato fin dall’antichità alla magia e all’equilibrio perfetto. E certi champagne possiedono entrambe queste virtù. Sono sorprendenti ed emozionanti come un incantesimo ed equilibrati come una coppia che vanta un’intesa perfetta. Ma il bello è che ogni champagne è diverso dall’altro, è un’esperienza sensoriale unica a tutto tondo.
Baciami ancora
Il Rosé de Saigné è uno dei migliori prodotti della cooperativa di vigneron di Baroville, Arconville e Fontaine Champagne De Barfontarc, fondata nel 1962. È una cuvée di Pinot Noir in purezza “densa e potente”, come l’ha definita il grande sommelier Paolo Basso. Parliamo quindi di uno champagne da abbinare a piatti importanti di carni bianche e pesce. Color del corallo, il Rosé De Barfontarc al naso ha evidenti note di piccoli frutti rossi, confetture di frutti di bosco e fichi, che ritroviamo in parte anche nel palato.

Il bacio sulla bocca

Tutte le storie d’amore nascono da un bacio sulla bocca, quel bacio che non si scorda più. Che resta impresso nella mente come un cuore o una frase incisa sulla corteccia di un albero, come i nomi di Angelica e Medoro nell’Orlando Furioso. Ecco allora una bottiglia di champagne, Lanson Rose Label, che da quando è stata concepita 50 anni fa, celebra gli innamorati. Una cuvée che ogni anno cambia abito, ma non stile e sostanza, perché frutto di un accurato assemblaggio di oltre 50 crus di Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier. Per san valentino quest’anno il Rosé di lanson ha scelto di indossare una mise audace, ispirata ai graffiti urbani, alle frasi d’amore scritte sui muri.
Quando tu mi baci
“Quando tu mi baci, quanto piaci a me, saranno le tue labbra, ma chissà…” Lo champagne Brut Rosé Nicolas Feuillatte ha il pregio di essere pop come una canzone di Claudio Baglioni e al tempo stesso volare alto come certi versi del cantante. Versi e bollicine che restano impressi nel tempo. È armonioso, delicato e “cantabile”. Perfetto per aprire una cena romantica a lume di candela.
La grande bellezza di un bacio
Moët & Chandon la interpreta con uno champagne davvero speciale, la Capsule Collection Rosé, ispirata alla raffinata Madame de Pompadour, colta e seducente animatrice dei salotti parigini e della corte di Versailles, elegante espressione della vita condotta all’insegna del bello, del piacere e del savoir faire. Proprio come è stato concepito il pregiato Grand Vintage Rosé 2008 della maison, l’ultimo erede di una lunga tradizione, che risale alla fine del XVIII secolo.
Colpo di fulmine
Innamorarsi al primo sguardo. Capita anche con lo champagne. Ma ce n’è forse solo uno di cui ci innamoriamo ancora prima di gustarlo. Ruinart Rosé ha un colore che ti seduce dal primo istante. Un aspetto per cui appena versato nel bicchiere s’impone come una prima donna. E l’aspetto esteriore di questo champagne non tradisce la sostanza. Perché parliamo di un vino con una personalità notevolissima, romantica e peccaminosa al tempo stesso. Un vino frutto di un sapiente assemblaggio di Premier Cru e vini di riserva selezionatissimi.
Baci rubati
Ci sono furti innocui e inebrianti. Baci rubati come licenze poetiche. E l’audacia di stappare a sorpresa una bottiglia di champagne. L’audacia è alla base dei grandi vini di Veuve Clicquot, una delle maison de champagne più visionarie e creative da 200 anni. E il Rosé è tra i suoi gioielli più preziosi, da regalare in una veste unica. Il primo rosé ottenuto da assemblaggio nella storia della Champagne.
Amore in purezza
Dopo tanti rosé un Brut di Chardonnay al cento per cento. André Jacquart Brut Experience è uno champagne diretto e insieme complesso. Nel calice le note fruttate, floreali, di pane e burro giocano con i sentori minerali. Affina in bottiglia sui lieviti per almeno cinque anni, dopo la fermentazione in barrique e acciaio. E porta la firma di una campionessa delle bollicine, Marie Doyard, figlia d’arte da parte di padre e di madre. Il nome sull’etichetta è quello del nonno materno.

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