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Dai Kiss ai Queen: il fascino del Glam in una mostra fotografica

Si intitola “Glad to be Glam: fotografie di Michael Putland” l’esposizione di scatti in scena dal 17 maggio presso la galleria bolognese Ono arte contemporanea

L’obiettivo dichiarato è quello di raccontare la cultura popolare e lo stile inglese dagli anni 50 ad oggi, attraverso le immagini di quello sfavillante fenomeno che va sotto il nome di Glam. E così la galleria bolognese Ono arte contemporanea inaugura il 17 maggio la mostra “Glad to be Glam: fotografie di Michael Putland”, una retrospettiva che intende appunto celebrare alcune delle più importati icone del Glam attraverso gli scatti di Michael Putland.
Un movimento trasversale, che è stato senza alcun dubbio in grado di influenzare le più disparate generazioni e i generi musicali che lo hanno seguito: le foto di Putland vedono dunque protagonisti artisti del calibro di David Bowie, Marc Bolan, Elton John e i Queen, passando attraverso i Kiss, George Michael e i Duran Duran, che hanno portato avanti una rivoluzione a colpi di strass, piume e paillettes nel decennio di maggior crisi economica e grigiore dell’Inghilterra del dopo guerra.
Il Glam, contrazione della parola glamour, nasce nel pieno degli anni di piombo, contrapponendo la propria estetica dirompente ed eccessiva alla contrazione dei consumi.
I suoi artisti più rappresentativi hanno portato in scena colori accesissimi, performance spettacolarizzate all’estremo, abbigliamenti più che bizzati e soprattutto un trucco vistoso, il più delle volte a base di brillantini. Elton John, Freddie Mercury e i Queen, Bryan Eno e i Roxy Music, Marc Bolan e ovviamente David Bowie: grandi musicisti che hanno portato a una rivoluzione dei costumi sessuali e a uno scardinamento delle definizioni di genere che hanno avuto grossa eco sull’intera società britannica.
Le fotografie di Putland alternano momenti da palco e istanti di quotidianità, in tour, nei backstage o in casa, per mostrare dall’interno il movimento in tutta la sua complessità. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 29 luglio. Nel bookshop di Ono sarà disponibile anche la monografia di Michael Putland, intitolata “The music I saw”.

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