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Diversi, irripetibili, bellissimi

La nuova campagna creativa di Italia Independent #everyONE mette al centro l’unicità come valore di libertà assoluta.

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Non so voi, ma io non sono mai stato bravo a ricordare i volti. Sorrido con educazione, scambio frasi di circostanza e stringo mani guardando ben dritto negli occhi e poi, dopo qualche minuto, dimentico tutto. Qualcuno direbbe che si tratta solo di cattiva memoria, altri che è un segno dei tempi: troppe immagini, troppe distrazioni, poca abitudine alla concentrazione. E invece no. Perché, in realtà, quei volti li ricordo, quelle persone, a volte, mi restano accanto. Di loro, però, noto qualcosa di più intimo, piccolo e, soprattutto, indiscreto: i dettagli.
Sono proprio i dettagli – insoliti, buffi, fuori registro – infatti, a fare la differenza. La ruga un po’ più profonda delle altre, un ciuffo bianco che attraversa i capelli proprio lì, quella cicatrice su uno sguardo altrimenti banale sembrerebbero difetti, mentre sono ciò che, se svelato e valorizzato, ci rende diversi e per questo autentici, irripetibili, bellissimi.
In un’epoca in cui tutti somigliamo a qualcun altro e gli stili possono riprodursi e moltiplicarsi con estrema facilità, essere se stessi sembra impossibile, perché ogni cosa è già stata fatta, detta, vista e – va da sé – indossata. Eppure basterebbe fermarsi un attimo e guardarci allo specchio per scoprire che – anche senza volerlo – abbiamo qualcosa che ci rende unici e, per questo, più sicuri e più autentici: il modo di portare una camicia, gli occhiali che indossiamo (la nuova linea lanciata da Italia Independent, ad esempio, mette al centro proprio la diversità e l’unicità come nuove chiavi d’invenzione), il profumo che preferiamo a tutti gli altri solo perché è il nostro, decidere per la strada più lunga perché, anche se quel bar è più lontano, il caffè è migliore. I dettagli, insomma, fanno la differenza e le differenze svelano la nostra vera bellezza o la creano addirittura. A volte per caso, altre volte per necessità, e lo Star System di ieri e di oggi racconta di personaggi che proprio alla diversità – di pensiero, d’indole o fisica – devono il loro successo e la loro più profonda bellezza.

Un “difetto” sensuale

Quando David Robert Jones, adolescente inglese di Brixton, fece a botte con un compagno di classe per una ragazza non poteva certo immaginare che il ricordo di quella zuffa l’avrebbe accompagnato per tutta la vita: l’occhio nero provocato da un pugno avrebbe compromesso per sempre la sua cornea, facendo sembrare così un’iride più chiara dell’altra. David, che diventerà un musicista e si chiamerà David Bowie, non fece mai mistero del suo “difetto”, né cercò mai di nasconderlo, e divenne così uno dei tratti più sensuali del Duca Bianco.
Imparare ad amarsi
“Devo moltissimo al mio naso”, dice Rossy De Palma, attrice feticcio di Almodovar, indimenticabile protagonista dei primi film del regista spagnolo – Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Legami!, La legge del desiderio. Dal viso molto irregolare e lontano dai canoni di bellezza classici, Rossy dichiara che grazie al suo naso, aquilino e molto pronunciato, ha imparato ad amarsi. Come gli stilisti che ne hanno fatto una testimonial e i fotografi che l’hanno scelta per i loro scatti: Ellen Von Unwerth, Ruven Afanador e Herb Ritts, tra i nomi più importanti della fotografia di bellezza mondiale.
A rendere unico Steve Jobs, invece, non è stata una scelta di stile, ma piuttosto d’indole e di pensiero. L’uomo che ha cambiato – letteralmente – il nostro modo di vivere, comunicare ed esprimerci grazie a un’idea radicalmente diversa di tecnologia svela, con una frase diventata ormai un mantra, “Stay hungry, stay foolish”, la base della sua filosofia: essere unici, curiosi, diversi, andare contro corrente. E non accontentarsi mai.
Fare della propria unicità un soggetto fantastico
Frida Kahlo sembra pensarla allo stesso modo, anche se decine d’anni prima. La pittrice messicana, che ha rivoluzionato parte della pittura contemporanea, sceglie di rappresentare se stessa proprio per ricostruire una biografia andata in pezzi a causa di un terribile incidente, che la costrinse a letto per molti mesi, immobilizzata. Dipingendo, e dipingendo soprattutto se stessa, Frida faceva della sua unicità un soggetto fantastico, magico, in grado di sopravvivere all’immobilità. In questi ritratti le sopracciglia che le incorniciavano il volto, folte e lunghissime, divennero il dettaglio che la rese famosa, costruendo una nuova idea di bellezza che dura ancora oggi.
Un difetto che diventa una vera forza
Provate a immaginare un Tyrion Lannister alto due metri: non sarebbe stata la stessa cosa, vero? No, e non solo perché il personaggio originale creato da George R.R. Martin è affetto da nanismo ma soprattutto perché sullo schermo non avrebbe avuto il carisma e la straordinaria intensità interpretativa di Peter Dinklage, l’attore che ne ha vestito i panni. Nonostante la sua condizione fisica Dinklage non ha mai smesso di studiare recitazione e di cercare parti che non fossero legate a uno stereotipo fisico più che a una capacità d’interpretazione drammatica. E, facendo del suo difetto una vera e propria forza, ci ha regalato una delle interpretazioni più belle del piccolo schermo.

Un linguaggio visivo sincero e crudo
Spike Lee deve il suo nome al carattere ribelle che, a detta di sua madre, aveva fin da piccolo: testardo, ribelle e cocciuto (“spike”, appunto). Nero, nato ad Atlanta, in Georgia (uno degli stati più colpiti dal razzismo americano), a lui dobbiamo un racconto per la prima volta credibile e sincero della cultura afroamericana. Da sempre attivista per i diritti delle persone di colore, Lee ha trasformato la sua fede politica in produzioni cinematografiche d’altissimo livello, ideando uno stile e un nuovo linguaggio visivo sincero, crudo, cristallino.

Un’imperfezione sexy

A un difetto fisico mai troppo raccontato si deve il sex appeal della bomba sexy per eccellenza, Marilyn Monroe. La sua camminata “alla Marylin”, un vero e proprio ancheggiamento, era dovuto a una piccola imperfezione dell’anca. L’attrice si rifiutò sempre di correggerla e di imparare a nasconderla – prese lezioni di portamento che, diceva, non funzionarono – e, anzi, lo esagerò il più possibile, facendone una delle sue caratteristiche più sexy.

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