ESCLUSIVA: UNA STORIA DI GRANDE COLLEZIONISMO AMERICANO IMPRESSIONISMO E AVANGUARDIE Capolavori dal Philadelphia Museum of Art

Milano, Palazzo Reale
dall’8 marzo al 2 settembre 2018

a cura di Mara Gualina

 

Philadelphia, capitale del collezionismo artistico statunitense dalla metà dellOttocento; da qui prende avvio l’arte moderna che fino all’inizio del nuovo secolo ha rappresentato la Milano di allora.

Una città dinamica, dove i capitani d’industria e di commercio collezionavano opere di straordinario valore, mantenendo i contatti con gli autori e riunendoli poi nel Philadelphia Museum of Art, diventato oggi uno dei più importanti musei statunitensi.

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Mary Cassatt Donna con collana di perle in un palchetto, 1879 olio su tela, 81.3 x 59.7 cm Philadelphia Museum of Art, Lascito di Charlotte Dorrance Wright, 1978

 

Gli americani, in particolare gli abitanti di Philadelphia, sono stati tra i primi collezionisti dellimpressionismo, in gran parte grazie all’artista Mary Cassatt che ha a lungo vissuto a Parigi e fatto da tramite tra i propri cittadini e i mercati degli artisti francesi.

I primi dipinti impressionisti entrarono nella collezione del Philadelphia Museum of Art nel 1921, quando il W.P. Wilstach Found consentì di acquistare dieci opere dagli eredi di Alexander Cassatt, fratello della pittrice Mary e capo della Pennsylvania Railroad. Lui fu il primo a comperare opere di Manet, Monet, Degas e Pisarro dando inizio a una competizione con gli altri dirigenti che incominciavano a fare a gara nell’impadronirsi di opere d’arte francese.

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Claude Monet Il ponte giapponese, 1895 olio su tela, 78.7 x 97.8 cm Philadelphia Museum of Art, Donazione di F. Otto Haas e donazione parziale dell’usufrutto vitalizio riservato di Carole Haas Gravagno, 1993

 

Un altro collezionista che contribuì a fare del museo una meta imperdibile per gli appassionati d’impressionismo negli Stati Uniti fu Samuel Stockton White III. Culturista  pluripremiato da giovane, modello di Rodin, la cui scultura è esposta in mostra.

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Auguste Rodin L’atleta, modellato nell’argilla nel 1901-04; fuso in bronzo nel 1904 bronzo, 42.9 x 31.8 x 28.6 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Samuel S. White III e Vera White, 1967

White iniziò a raccogliere dipinti impressionisti, che in seguito la moglie Vera lasciò al museo nel 1967.  Altre eccezionali donazioni – frutto della generosità di Henri P. McIlhenny e della sorella Berenice McIlhenny Wintersteen che acquistarono e poi donarono al museo dipinti di Delacroix, Degas, Renoir, Matisse e Picasso – costituirono l’ossatura di una straordinaria collezione d’arte moderna destinata a crescere senza sosta per tutta la durata del XX secolo.

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Georges Braque Natura morta con piatto di frutta, 1936 olio su tela, 60.3 x 81.3 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Samuel S. White III e Vera White, 1967

L’omaggio di Albert Eugene Gallatin creò, invece, la prima collezione darte moderna pubblica, seguita poi da quella di Louise e Walter Arensberg. La collezione di questi coniugi costituisce l’altra pietra militare dellarte del Novecento a Philadelphia, tra collage e disegni di Picasso, Matisse, Mirò, Georges Braque e Duchamp, arrivato da poco a Parigi ma già molto conosciuto negli ambienti artistici Newyorkesi.

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Joan Miró Nudo, 1926 olio su tela, 92.4 x 73.7 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Louise e Walter Arensberg, 1950

Nel 1964, un altro dono dalla raccolta di Louis E. Stern arricchì la collezione di pittura moderna di oltre trecento opere, dai capolavori impressionisti e post-impressionistici di Renoir, Cézanne e Bonnard alle opere di Henri Rousseau, Henri Matisse e di maestri della Scuola di Parigi come Chagall e Soutine. 

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Pablo Picasso Nudo femminile seduto, 1908-09 olio su tela, 116.5 x 89.4 cm Philadelphia Museum of Art, Collezione Louise e Walter Arensberg, 1950

Pensare che questi capolavori vivevano nelle case di industriali americani o di illuminati collezionisti che con grande generosità decisero di donare al Philadelphia Museum of Art che a sua volta, grazie alla collaborazione tra Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira li presta, oggi, per oltre cinque mesi a Milano, rende davvero la mostra un’occasione unica.

Cinquanta opere selezionate di artisti come Pierre Bonnard, Paul Cézanne, Edgar Degas, Edouard Manet, Paul Gauguin, Claude Monet, Vincent van Gogh, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir fino alle sperimentazioni di Georges Braque, Vasily Kandinsky, Paul Klee, Henri Matisse, Marc Chagall, Constantin Brancusi, Pablo Picasso, passando per il surrealismo di Salvador Dalí e Joan Mirò. A questi si aggiungono i lavori di tre grandi artiste: Mary Cassatt, Marie Laurencin, Berthe Morisot.

Una rappresentativa selezione di nature morte, paesaggi, ambienti cittadini e ritratti ci regalano un assaggio di grandissimo livello che farà senz’altro venire voglia di prendere un aereo e volare a Philadelphia per ammirare il resto di questa imponente collezione di fama internazionale.

Un percorso che spazia dallimpressionismo alle avanguardie del Novecento, tra le mura di una location spettacolare come Palazzo Reale.

Nove stanze, studiate dai curatori Jennifer Thompson, Matthew Affron e Stefano Zuffi, ci circondano e ci portano in un’altra dimensione, in un’altra epoca, tra Ottocento e Novecento, tra l’impressionismo e le avanguardie.

Le opere ci guardano e noi non possiamo soffermarci davanti a loro ad osservarle cercando di andare oltre alla pittura, alla scultura, ai materiali artistici usati che vedono i nostri occhi. Vorremmo sapere tutta la loro storia, ci piacerebbe che i quadri potessero sussurrare tutti i segreti rinchiusi dentro le mura di quelle case americane.

L’atmosfera è perfetta, le stanze sono spaziose e lasciano ammirare le opere con intimità. Una mostra riuscita, ben realizzata che da emozioni anche a chi di arte non è esperto. La cultura aiuta ma è l’apertura mentale, l’occhio attento, la curiosità a regalare scatti di momenti indimenticabili come quelli avuti durante la visita di questa consigliatissima mostra.

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