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Speciale Giappone: tra mito e strategia, io l’ho fatto!

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a Cura di Giorgia Bongiovanni 

Ormai siete abituati con i miei articoli dall’inizio strambo, e vedrete che anche in questo caso non vi deluderò. Sono stata in Giappone 30 giorni ed ho realizzato un reportage scritto e fotografico di cui vi regalerò l’essenza. Prima di parlarvi del Giappone e di mostrarvi le foto voglio personalmente ringraziare il mio editore Loris Zanrei, essendo come me un visionario, soltanto lui poteva accettare la proposta di questo reportage.

Il Giappone

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Negli ultimi venti anni il Giappone ha riscontrato una forte crescita turistica, vuoi per l’enorme offerta di divertimento, o per il fascino della sua cultura o per l’ebrezza di visitare un mondo orientale estremamente occidentalizzato.
Sono proprio queste le caratteristiche che sorprendono ogni turista in visita al Paese, ma come è cresciuta negli anni la voglia di visitarlo? Quali sono le azioni intraprese a livello governativo al fine di attirare un maggior numero di turisti? E qual è l’interesse nazionale nel farlo? Con queste domande vi presentiamo il nostro Speciale Giappone, un viaggio tra miti e strategie, scritto per farvi catturare l’attenzione dei vostri clienti.

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Io e Marco a Tokio. (il mio fidanzato)

Quanto vi attrae la cultura giapponese?
Per parlarvi del Giappone, abbiamo deciso di iniziare dando uno sguardo economico al Paese grazie agli insegnamenti del professor Joseph Nye, docente di Harvard e sviluppatore delle teorie della soft power.
Secondo il professor Nye, ogni Stato-nazione esercita il proprio potere e la propria influenza sugli altri attraverso due principali strategie: quella della hard power (basata sulla forza militare) e quella della soft power, vale a dire attraverso la costruzione di un’immagine statale che sia attraente (e dunque rilevante) per l’opinione pubblica internazionale.

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Tokio dall’alto. 4.02.2019

Sebbene il peso economico e diplomatico del Paese del Sol Levante fosse prima offuscato dall’immagine accattivante di due limitrofe superpotenze economiche (Cina e India), oggi il Giappone ha assunto un ruolo di superpotenza culturale su molti fronti: moda, cibo, musica, consumo elettronico, architettura, arte, animazione e tecnologia. Ed è proprio sulla tecnologia che vogliamo soffermarci, poiché è meno affrontata nel campo turistico ma anch’essa ricca di offerta e novità.
Tutti possono riconoscere nel Giappone una fonte affidabile di piattaforme multimediali di intrattenimento, auto ibride e green technologies. Solo in campo tecnologico il Paese ha dato i natali a sette aziende e a tre multinazionali tra le più importanti al mondo, basti pensare a Toyota, Honda, Sony e Nintendo.

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Il settore tecnologico giapponese, così come quello dell’animazione, è strettamente legato al mondo del turismo: ad esempio è da segnalare il CoFesta (Japan International Content Festival), un grande evento creativo che si tiene ogni autunno nelle maggiori città. Il suo scopo è quello di connettere la cultura industriale giapponese con il resto del mondo: partecipano studenti (chiamati Ambassadors), fan della cultura contemporanea nipponica e tutti coloro che sono interessati all’evoluzione della cultura tecnologica del Paese. Ci si può iscrivere per partecipare al Tokyo Game Show, osservare il Tokyo International Film Festival oppure scoprire le nuove tendenze moda alla Japan Fashion Week. Proprio in questi giorni si sta svolgendo l’Anime Japan 2016, una full immersion nel mondo dell’animazione.

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La strategia ha portato ottimi frutti…

per la prima volta dal 1970, i visitatori stranieri in Giappone (turismo inbound) hanno superato i giapponesi in uscita (turismo outbound)
il 2015 ha registrato i numeri di inbound più alti dal 1964, ossia da quando l’ente del turismo ha iniziato a rilevare i dati statistici
le spese turistiche sono lo 0,5% dell’economia del Paese. Un dato da record!
nel 2020 Tokyo ospiterà i Giochi Olimpici e il Paese si sta preparando ad ospitare 30 milioni di visitatori
il Paese sta aumentando la ricettività e migliorando la qualità dei porti per poter far fronte alla crescita esponenziale del turismo via aerea e via mare

“Che mi sa dire del Giappone?”: 10 risposte a portata di mano
Se di fronte a voi ci sono clienti interessati al Giappone, non fatevi cogliere di sorpresa! Ecco le risposte alle 10 domande più frequenti.
1. In Giappone ci sono eventi tutto l’anno, ma è meglio andare in Primavera e in Autunno

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Ecco lo schema da tenere a mente:
Primavera e Autunno: periodo ideale. In Primavera si può ammirare la fioritura dei ciliegi, in autunno invece i paesaggi color arancio. Senza contare poi delle temperature ideali!
Giugno – Luglio: stagione delle piogge
Agosto – Settembre: troppo caldo
Inverno: sconsigliato. Al nord ci sono temperature troppo basse per fare un buon viaggio e nel resto del Paese le ore del giorno hanno una durata inferiore. In più, nei periodi tra Natale e Capodanno molti musei e attrazioni restano chiusi.
2. In qualche modo ci si capisce, ma è necessaria una conoscenza base dell’inglese per non trovarsi totalmente disorientati.
Anche se è difficile trovare persone che parlino inglese correttamente, un minimo di conoscenza della lingua aiuta a muoversi in autonomia. L’importante è avere la cartina sempre a portata di mano e non aver timore a chiedere indicazioni.
3. È assolutamente indicato sottoscrivere un’assicurazione sanitaria
Il Paese vanta del più elevato tasso di guarigione, ma non esiste un sistema di sanità pubblica strutturato. È indicato pertanto consigliare una polizza sanitaria base che possa essere di supporto in caso di evenienza.
4. Alle varie pratiche, c’è da aggiugere l’acquisto del Japan Railway Pass
In Giappone le stazioni sono delle vere e proprie città e il servizio ferroviario è all’avanguardia. È indicato muoversi nel Paese con il treno e l’acquisto del pass consente di risparmiare durante il soggiorno. Ci sono però dei limiti:
il biglietto va acquistato prima della partenza, poiché nominativo e recapitato a casa (o in agenzia).
il viaggio deve essere accompagnato da un visto temporaneo e solo con finalità turistica. Non possono acquistare il pass coloro che si recano in Giappone per working holiday, contesto militare, ragioni diplomatiche, culturali, d’affari o di ricerca, o altro.
il pass è valido su tutte le linee JR, ma non per gli Shinkanzen, i treni ad alta velocità.
una volta in Giappone, è importante riservarsi sempre il posto in carrozza quando si decide di prendere il treno.
5. In Giappone si mangia molto… e bene!
Amanti della carne, vegetariani o onnivori possono tutti trovare il pasto che più preferiscono. Ecco qui alcune specialità nelle principali città:
Tokyo: sushi, pesce
Hiroshima: okonomiaki, piatto agro-dolce
Miyajima: ostriche
6. La mascherina serve per non contagiare, non per non essere contagiati!
Questa è una grande verità giapponese. Indossare la mascherina è sia salutare nei luoghi affollati, sia un segno di rispetto per non contagiare i passanti e l’ambiente con eventuali malanni di stagione.
7. La mancia non è necessaria, né tantomeno compresa
In Giappone non si usa lasciare mance a camerieri o tassisti. È un concetto difficile da spiegare e un giapponese non si terrà mai più soldi del dovuto.
8. Non aprire le portiere dei taxi: sono automatiche!
Questo è un concetto che va tenuto bene in mente perché aprendo la porta del taxi si rischia di rompere il meccanismo automatico, facendo indignare il tassista e prendendosi anche una multa salata. Da ricordare, inoltre, è che in Giappone non tutte le vie hanno un nome, e il tassista può essere d’aiuto per comprendere dove si trova un’attrazione o un monumento, può accompagnarci il turista oppure dare indicazioni in generale. La cartina della città torna ad essere necessaria per parlare con i tassisti.
9. È importante portare con sé i calzini, tanti calzini!
In molti luoghi, tra i quali anche nei ristoranti, si entra scalzi.
10. Qualsiasi info tecnica sull’organizzazione del viaggio in Giappone può essere presa dal sito dell’Ente Turismo

Quanto costa un viaggio in Giappone?

E qui arriviamo alla nota dolente. Per anni ho creduto che il costo di un viaggio in Giappone sarebbe stato a dir poco proibitivo, quindi ho sempre aspettato di andarci con la mia famiglia (che non mi ha mai portata), o con un marito ricco (che non ho mai trovato).
Per evitare di vivere in attesa di visitare questa terra meravigliosa, ho pensato di organizzare un viaggio in Giappone low cost e sai cosa? Ci sono riuscita!
Viaggiare in Giappone non è poi così diverso del viaggiare in altri paesi europei. Se si prenota con largo anticipo si possono trovare degli ottimi voli (io per esempio ho pagato il mio volo diretto A/R da Milano con Alitalia 411 euro prenotandolo 4 mesi prima).
Il cibo in Giappone non costa molto, specialmente se si decide di mangiare in piccoli ristoranti tipici e tradizionali o meglio ancora per strada.
Il costo medio di un posto letto in un dormitorio si aggira intorno ai 30 euro e se, al contrario di me, riesci a resistere alla tentazione di portarti a casa qualsiasi cosa che vedi (lo shopping in Giappone è una vera pacchia!), riuscirai a goderti le tue vacanze senza dover necessariamente ipotecare la tua casa.

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Andare da soli in Giappone: io l’ho fatto

(con il mio fidanzato che mi ha raggiunto 10 giorni dopo)
Se hai deciso di viaggiare in Giappone da sola sappi che non avrai nessunissimo problema. Anzi! Oltre a essere uno dei paesi più sicuri al mondo, il popolo giapponese è di una gentilezza incredibile.
Anche se la gente locale fa fatica a parlare inglese, chiunque incontrerai sarà ben felice di aiutarti. Potrai andare in giro a qualsiasi ora senza sentirti mai in pericolo, con tanto di cellulare e macchinetta fotografica al seguito. Vedrai, ti sentirai in una botte di ferro!
Cosa sapere prima di partire in Giappone
Il popolo giapponese si sa: è tutto strambo. E forse sono proprio queste peculiarità a renderlo così affascinante ai nostri occhi. Sulla base della mia esperienza in Giappone ho imparato che:
Trovare un cestino della spazzatura per strada in Giappone è una vera e propria impresa. All’inizio continuavo a non capire come mai, ma poi ci sono arrivata: i giapponesi non amano mangiare per strada. Se ti capiterà di assaggiare dello street food mi raccomando: rimani vicino al chiosco dove hai acquistato la tua prelibatezza e restituisci a loro la tua spazzatura. Credimi: in giro non troverai un cestino manco a pagarlo!
Per qualche strano motivo, quando ti troverai a pagare qualcosa cerca di non consegnare mai il denaro o la carta di credito direttamente nelle mani del cassiere. I soldini vanno depositati in un piccolo vassoietto di plastica accanto alla cassa. Preparati, invece, a ricevere il resto direttamente in mano. Che differenza c’è tra un gesto e l’altro? Eh buh! Valli a capire!
Sebbene le città in Giappone siano particolarmente caotiche e trafficate, i giapponesi approfittano dei propri spostamenti in metropolitana per… riposarsi. Ti ritroverai a viaggiare in vagoni silenziosissimi ma pieni di gente e a girare da un binario all’altro sentendo solo il suono dei passi che battono per terra. Dimentica pure il caos della metropolitana a cui siamo abituati noi!
In Giappone lasciare la mancia è considerato un gesto quasi offensivo. Ricordo ancora di aver lasciato il resto (poche monete) e di essere stata rincorsa dal cameriere fuori dal ristorante! No mancia, no stress!

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In base alla mia esperienza da viaggiatrice posso affermare senza nessun dubbio che esistono veramente pochi paesi al mondo che siano stati in grado di conquistarmi in maniera così totalizzante e coinvolgente come il Giappone.
Era da tempo che desideravo visitare il Giappone e quando finalmente sono atterrata a Tokyo le mie aspettative non solo sono state soddisfatte in pieno ma mi hanno sorpresa molto più di quanto mi aspettassi.
E sono certa che anche per te sarà lo stesso.

Giorgia

per 18 Magazine

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