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5 locali di tendenza a Milano da provare assolutamente

A Milano non ci annoia mai: ecco quali sono i locali di tendenza per uscire con gli amici, farsi vedere e gustare ottimi drinks.

locali di tendenza a milano per essere alla moda

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Milano non dorme mai. Milano vuole sorprendere, sperimentare e regalare emozioni. Per queste ragioni i locali di tendenza fanno a gara per specializzarsi e offrire sempre qualcosa di diverso, inaspettato, unico.

Tra i locali alla moda di Milano ne abbiamo selezionati cinque che regalano particolari esperienze emotive: dall’ApolloClub Milano al DaBass, dal Sixième al Backdoor 43, fino al Gin012.AdChoicesPUBBLICITÀ inRead invented by Teads

Ognuno di questi locali di tendenza milanesi ha le sue peculiarità e si distingue nel mare magnum dell’offerta, ovviamente sconfinata, del capoluogo lombardo, che detta i ritmi delle mode in Italia e non solo.

Hai mai provato a bere un cocktail in 4 metri quadri? O a giocare a ping-pong in un salotto dalle tende di velluto? Questo e molto altro ti aspetta se decidi di passare da Milano e uscire con gli amici alla scoperta dei locali più trendy della città meneghina. Eccoli.

♥ Apollo Club Milano, incubatore di esperienze

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Apollo era il Dio della musica e dell’arte.

Apollo Club Milano nasce da un sogno creato dalle menti di Tiberio Carcano e Marcellina Di Chio, co fondatori e direttori di “Rollover Milano”, uno dei party più in voga e conosciuti a Milano a base di musica indie-electro.

Un incubatore di nuove connessioni, idee, progetti, realtà musicali e artistiche, ispirato alle famose Soho House, o agli ACE Hotel, come ad esempio quelli di Londra, New York, Los Angeles e Palm Springs.

Si tratta di un locale sui generis: lo spazio di 1000 mq si compone di quattro ambienti tutti da esplorare.

Inizia con la Welcome Room, area comoda e accogliente con la possibilità di fermarsi a gustare un aperitivo a base di tapas, anche vegani.

La Gaming Room, per trascorrere momenti ludici fra partite di Ping Pong, flipper e videogames.

Nascosta da un sipario in velluto rosa segue la sala ristorante, raccolta e intima, con la cucina curata dallo chef italo-brasiliano Bruno Cossio.

Infine la sala disco, con all’interno un bar per gli ospiti delle numerose serate e un palco per le varie esibizioni, dove è possibile ballare nei weekend o ascoltarsi dei bellissimi live in settimana.

Via Giosuè Borsi 9, Milano

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♥ DaBass Milano, salotto in città

In milanese vuol dire da basso, laggiù in basso.

Questa è la filosofia del giovane bistrot-cocktail bar, aperto solo la sera, incastonato sulla curva di un palazzo “ad angolo” del 1909, Casa Sartorio, dell’architetto Provasi. Una gioia per gli occhi prima ancora di entrare.

DaBass nasce dall’idea di Robi Tardelli, ai cocktail, Andrea Marroni, alla cucina, e Maddalena Monti, entrambe anime dell’altrettanto sfizioso MAM Milano Amore Mio in via Muratori, non molto distante dal bistrot.

L’atmosfera ricorda quella di un mini appartamento eclettico arredato con pezzi di modernariato e opere d’arte.

Come il bancone Optical Crash a scacchi bianchi e neri di piastrelle semi distrutto. Un’opera dell’artista Graziano Locatelli, maestro dell’alterazione.

In fondo al divanetto sotto al bow-window guarda in basso: una buca a vista coperta da vetro ospita a rotazione installazioni site-specific.

Via Piacenza 13, Milano Pubblicità – Continua a leggere di seguitoPubblicità – Continua a leggere di seguito

♥ Sixième, il bistrot della Milano segreta

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Alberto Strada

Sixième è il bistrot cocktail bar all’interno del nuovissimo progetto SIX, un collettivo che riunisce una galleria di design SIX Gallery, fondata da Mauro Orlandelli e curata dal duo David Lopez Quincoces e Fanny Bauer Grung (entrambi formati presso lo studio Lissoni) e Irene, una boutique di progettazione del verde.

Location segreta, SIX nasce in un angolo intimo dietro a un grande portone in via Scaldasole, è caratterizzata da una corte “vecchia Milano” punteggiata a sorpresa da innesti di vegetazione tropicale. Pubblicità – Continua a leggere di seguitoPubblicità – Continua a leggere di seguito

Sul patio si affacciano ballatoi e grandi aperture ad arco dell’edificio cinquecentesco che fu, in principio, un monastero.

Il bistrot Sixième invece, la cui immagine è curata da Samuele Savio, nasce da un’idea di Sergio Carnevale, fondatore del cocktail bar Zog in Ripa di Porta Ticinese e mitico batterista dei Bluvertigo.

Cosa bere da Sixième? Un Prezzemolini, per esempio, a base di Lillet Blanc, vodka Russian Standard infusa al prezzemolo e oli essenziali della scorza di limone.

Oppure, indicato per un dopocena, il Dulcis Infuso, con bourbon Jim Beam infuso al burro, liquore alla banana Giffard, vermut Carpano Antica formula e una cialda di cioccolato fondente del Vietnam con granella di arachidi salate, nocciole preparata dallo chef Giacomo Montelli.

Sixième, via Scaldasole 7, Milano.

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Alberto Strada Pubblicità – Continua a leggere di seguitoPubblicità – Continua a leggere di seguito

♥ Backdoor43, il bar più piccolo al mondo

Chi ha inventato il bar più piccolo al mondo, Backdoor 43, ha capito davvero tutto.

Ridurre i metri quadri per stravolgere le regole e intensificare l’esperienza del drink on the street, ha portato una ventata di novità lungo gli affollati navigli milanesi.

Questa è la formula scelta dai ragazzi, Flavio Angiolillo e Marco Russo, che hanno anche aperto il 1930, lo speakeasy anni 30 dove Cosmo, in passato, ha ambientato un servizio fotografico di moda.

Ma Backdoor43 è tutta un’altra cosa. 4 metri quadri, tre sgabelli con prenotazione obbligatoria per sole due persone.

Una volta all’interno troverai una whiskey room in cui scegliere tra centinaia di etichette, declinate attraverso cinque cocktail che variano mensilmente. Per tutti gli atri solo cocktail-a-porter.

Dalla finestrella bassa si affaccerà un bar teneder mascherato a cui chiedere moscow mule, gin&tonic, americano, whiskey sour, dark&stormy, secret cocktail e birra.

BackDoor 43, Ripa di Porta Ticinese, 43 Pubblicità – Continua a leggere di seguitoPubblicità – Continua a leggere di seguito

♥ Gin012, The Gin Experience

All’interno di Officina 12, nasce Gin012, il paradiso per gli appassionati di gin.

100 etichette provenienti da tutto il mondo da assaporare in un’atmosfera da american bar con mattoni a vista e travi in ghisa.

Hai mai provato il VOR, l’unico gin prodotto in Islanda? Oppure l’Ungava, direttamente dal Quebec o il Brecon gin, originario del Galles?

Qui c’ è da farsi una cultura, non solo alcolica. Il gin si ottiene dalla fermentazione del frumento e dell’orzo con l’aggiunta finale dei botanicals, ovvero erbe, spezie, piante e radici che ne stabiliscono il carattere distintivo.

Gin 012, Alzaia Naviglio Grande, 12

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