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Milano Moda Uomo, tutto un altro spazio

Un cavalcavia in periferia imbiancato di nuovo, una foresta di felci in una fermata della metropolitana e un garage nel quale si compongono mandala colorati. La moda, a Milano, scopre spazi nuovi e veri nei quali mettersi in mostra

chanel

Quella di andare alla ricerca di angoli nuovi, o per lo meno inediti, delle città è una fra le vocazioni più interessanti delle grandi metropoli dove si svolgono le settimane della moda. E Milano non fa certo eccezione, in questo senso.
Fashion week dopo fashion week, abbiamo visto eleggere a palcoscenico (o location, come ancora ci si ostina a dire) delle sfilate di questo o quel brand spazi sempre più sorprendenti e anomali. Dai palazzi storici alle fabbriche dismesse, dagli ex cinema ai giardinetti di quartiere.
Ne abbiamo viste, insomma, un po’ di tutti i colori. E di atmosfere.
La quattro giorni di Milano Moda Uomo attualmente in corso ci ha fatto riflettere sul come questa ricerca si stia ora rivolgendo in modo sempre più profondo verso luoghi della vita reale e concreta, portando la moda ancora più vicina di quanto già sia (e in questo momento lo è molto) al suo vero consumatore ultimo.
Così, ad esempio, il brand Palm Angels si insedia nella stazione metropolitana di Porta Venezia, una delle più frequentate del capoluogo meneghino, rivestendola di felci lussureggianti: illuminato da luci al neon azzurre, il passaggio underground si trasforma in una passerella reale e surreale allo stesso tempo, portando a uno stadio di ulteriore compiutezza l’espressione «giungla metropolitana».

milano moda

Un passo ulteriore e forse ancora più estremo, nella caccia al tesoro della location più urbana, lo fa il giovane brand Sunnei. Per la sua (bellissima!) sfilata, il marchio si spinge lontano nella periferia da selvaggio (insomma) Est della città: Loris Messina e Simone Rizzo si insediano sotto un cavalcavia in disuso nel quartiere Rubattino, dipingendolo tutto di un abbacinante bianco Sunnei, da capo a fondo. Una forma di riqualificazione ambientale e urbana che è piaciuta anche al Comune di Milano, che ne ha apprezzato le caratteristiche di volontarietà e concretezza. Gli oltre 4mila metri lungo il fiume Lambro, all’interno di Parco dell’Acqua, si trasformano così in uno spazio di creatività permanente destinato a iniziative culturali e artistiche, sotto la direzione creativa di Sunnei, ma anche alla vita di comunità.
Che bella la moda (e Milano) quando fa così.

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