18

Governo, l’ipotesi di una donna a Palazzo Chigi

Comincia il secondo giorno di consultazioni al Colle. Forza Italia e Lega Nord appoggiano l’ipotesi del voto anticipato, mentre PD e 5 Stelle pensano ad un’alleanza

Secondo giorno di consultazioni al Colle, oggi, per capire se ci sono le basi per un governo legislativo, per una nuova alleanza o se sarà necessario ricorrere alle elezioni anticipate. Forza Italia e Lega Nord appoggiano l’ipotesi del voto anticipato, mentre PD e 5 Stelle pensano ad un’alleanza. La soluzione più probabile è quella di un governo tecnico con un nuovo premier, condiviso quasi da tutti, che possa guidare a nuove elezioni. La decisione del presidente della Repubblica è prevista per domenica 25 agosto: durante le consultazioni ha chiesto velocità nelle decisioni (non succederà come un anno fa, quando Lega e M5s ci misero quasi tre mesi per arrivare alla nascita del governo gialloverde) e ha fatto capire che autorizzerà la formazione di un nuovo governo, ma solo se sarà approvato da una larga maggioranza del parlamento.

Il Pd e il M5s valutano un’alleanza.
Ieri mattina la direzione del Pd ha dato mandato al segretario Nicola Zingaretti di trattare con il Movimento 5 stelle e di instaurare il dialogo attorno a cinque punti: appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo vasto della sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociali, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti.

«Abbiamo la responsabilità e il dovere di verificare se esiste una nuova maggioranza parlamentare. Serve un Governo forte: chiarezza e nessuna confusa ammucchiata», ha ribadito Zingaretti, che al M5s chiede «una discontinuità sia nelle personalità che nei contenuti». Quindi, un rinnovamento totale della squadra e del premier. Una parte del Pd, quella composta soprattutto dai renziani, ha dato disponibilità, che il M5s sembra intenzionato a considerare. Ma il problema rimangono le tensioni interne, e fra i due partiti, e all’interno dei gruppi stessi.

Per ora, il M5s non vuole commentare: «In queste ore riceviamo appelli da più parti», spiega in una nota, con cui vuole ricordare «a tutte le forze politiche di essere il primo partito in Parlamento, con una propria maggioranza relativa. Al termine delle consultazioni, comunicheremo le nostre valutazioni. Questo è il momento del rispetto delle istituzioni». Alla Camera ci sono 216 deputati M5s, 111 del Pd e 14 di Leu per un totale di 363 parlamentari. Al Senato invece: 107 del M5s, 51 Pd, 6 Autonomie e 12 del Misto per un totale di 176 senatori.

Una donna presidente del Consiglio
A Palazzo Chigi potrebbe arrivare un «nome» «terzo» rispetto a M5s e Pd. Mario Draghi si è detto onorato dell’interessamento espresso da esponenti politici di più parti, ma secondo fonti autorevoli della Bce è «indisponibile». Come riferisce il Corriere, «il vero elemento di discontinuità, in grado di arrestare sul nascere la smania dei furbetti che potrebbero far nascere il governo per poi togliergli la fiducia a piacimento, sarebbe accordarsi su una donna presidente del Consiglio». Sarebbe la prima donna a Palazzo Chigi della storia d’Italia, «fuori dalle casacche di partito e senza una storia politica di parte, un identikit che quindi non assomiglia ai profili di Emma Bonino o di Laura Boldrini». Ma che somiglia a quello di Marta Cartabia, classe 1963, giudice costituzionale. Il suo nome sarebbe, secondo Libero, «sussurrato fortemente» dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che la conosce dai tempi della Consulta e di cui sarebbe «fedelissima».

Bonino: «Serve un governo del disfare»
Sergio Mattarella ha incontrato i presidenti delle Camere e i partiti minori: Autonomie, Leu e + Europa e i delegati del Misto. La maggior parte si è dichiarata disposta a valutare «una maggioranza alternativa», perché il voto anticipato sarebbe una «scelta irresponsabile» per gli italiani. Emma Bonino, senatrice, ha spiegato che servirà un «governo del disfare» oltre a quello del «fare», riaffermando la sua contrarietà al decreto Sicurezza bis.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: