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La “Girl Gang” di Pandora: sei nuove Muse per il brand di gioielli danese

Per celebrare il brand Pandora e i suoi nuovi gioielli, Vogue svela il backstage della campagna pubblicitaria scattata nei Giardini Tivoli di Copenaghen. Un incontro inedito con le nuove Muse: Georgia May Jagger, Margaret Zhang, Halima Aden, Tasya Van Ree, Nathalie Emmanuel, Larsen Thompson

Cosa significa essere una musa ispiratrice? Sin dai tempi antichi la parola è stata associata a un gruppo di dee che regnavano sulle arti, ispirando la creatività e accendendo l’immaginazione dei loro artisti.

Per il brand di gioielli danese che ha appena svelato una collaborazione con alcune delle donne più influenti del mondo – le Muse Pandora – essere una musa oggigiorno significa sia incarnare un’ideale di bellezza contemporaneo ma anche essere portavoce di un’identità e di valori profondi.

Per celebrare questo nuovo progetto siamo stati sul set della campagna, presso i Giardini Tivoli a Copenaghen.

Le sei Muse – Georgia May Jagger, Margaret Zhang, Halima Aden, Tasya Van Ree, Nathalie Emmanuel, Larsen Thompson – hanno condiviso le loro opinioni su persone, luoghi e princìpi a loro cari, per realizzare anche un inedito cortometraggio “dietro le quinte”, chiamato “Meet the Muses”. Si tratta di esempi di donne che celebrano la bellezza dell’individualità, una “Girl Gang” eclettica e coinvolgente.

Pandora, le muse della nuova campagna pubblicitaria

Una gallery dedicata alle muse di Pandora, Georgia May Jagger, Margaret Zhang, Halima Aden, Tasya Van Ree, Nathalie Emmanuel, Larsen Thompson

Tra le Muse, c’è la modella britannica Georgia May Jagger che, con i suoi lucenti capelli biondi e il suo sorriso generoso, assomiglia ogni giorno di più a sua madre Jerry Hall. Impugnando una spazzola per capelli al posto di un microfono, assume il ruolo di intervistatrice ironica, chiacchierando con Margaret Zhang, regista e scrittrice, sul suo impegno in prima linea per la conservazione dell’oceano, (Jagger è ambasciatrice dell’organizzazione benefica “Project Zero” che mira, entro il 2030, a salvare il 30% dei mari del mondo dall’inquinamento e dalla pesca eccessiva).

Poi c’è Halima Aden, la modella somalo-americana scelta per la copertina di Vogue Arabia e diventata famosa per essere la prima modella a indossare l’hijab sulle passerelle internazionali, nonché sostenitrice dei rifugiati. Il suo posto del cuore , confida all’artista e fotografa americana Tasya Van Ree, è il campo profughi keniota Kakuma, dove è nata. Per lei, questo luogo rappresenta la speranza. La speranza per Ree, invece, si manifesta con il progetto “Intergalactic Girls Club”, una comunità di donne creative che ha fondato nel 2018, nata con l’obiettivo di riunire l’universo femminile attraverso l’arte e la cultura. “The baddest girl’s club in the universe ” – così lo chiama la fotografa Ree – che vende felpe con la scritta gotica “We are invading Your future”: chi siamo noi per contraddirla

Il backstage è stato anche teatro di emozioni: la star di “Game of Thrones”, Nathalie Emmanuel, ha svelato alla modella dai capelli rossi, Larsen Thompson, che è davvero orgogliosa di rappresentare le donne di colore sul grande schermo.

L’espressione personale, femminile e collettiva, è il messaggio unanime e potente delle Muse Pandora. “Come donne dobbiamo unirci“, conferma Halima Aden.

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