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Food – Slow Fish, quale pesce mangiare e quale no. Vi consigliamo solo il meglio

No al tonno rosso e al pesce spada (stanno sparendo), al salmone allevato (ci avvelena), sì al pesce azzurro e a tante altre specie meno conosciute ma buonissime. E poi cos’altro fare per salvare il mare? Tante piccole cose, facili, ma che cambiano tutto

Oltre ad essere una manifestazione gastronomica. Slow Fish è promotore di un approccio eco-sostenibile alla pesca. Perché, in poche parole, è arrivato il momento di rispettare il mare, e di pensare alla sua sopravvivenza. Conferenze, workshop, incontri con pescatori, biologi, esperti, serviranno a capire come riuscire a far sì che uomini e mare, vivano felici insieme. Ma noi cosa possiamo fare ogni giorno? Con l’aiuto di Slow Food abbiamo stilato una breve guida:

COSA FARE:


– Scegliere un pescivendolo di fiducia, competente e disponibile a fornire tutte le informazioni di cui hai bisogno
– Occhio alla taglia! Se mangiamo i pesci sottotaglia, troppo giovani, ostacoliamo la riproduzione di quella specie, perché solo gli esemplari che giungono a maturità possono riprodursi e mantenere quindi l’equilibrio della catena.
– Scegli il pesce vicino, per sostenere le economie locali e guadagnare in freschezza. Per esempio compre il pesce dalle zone di cattura dell’Atlantico nord-orientale (Area 27) e del Mediterraneo – Mar Nero (Area 37)
– Scegli i pesci secondo la stagione, ovvero rispettando i tempi di riproduzione e scegliendo di acquistare specie provenienti dai mari a noi più vicini (guarda la tabella sotto!).

COSA EVITARE:


– Il Tonno rosso, per dargli ancora qualche anno di tregua. Ci sono segnali incoraggianti sull’aumento di esemplare giovanili (abbiamo fatto bene a ridurne il consumo dunque) ma devono crescere!
– Il Pesce spada: questa specie sta sparendo al punto che ormai si ammala con facilità e la frequente pesca illegale ne sta minando ancora di più le condizioni.
– I Datteri di mare: raggiungono l’età adulta in 10 anni… e l’unico modo per prelevarli dalle rocce è far esplodere interi tratti di scogliere.
– I Gamberi tropicali allevati che impattano molto su habitat costieri e il cui business, a volte, sfrutta i lavoratori ridotti in schiavitù
– Il Pangasio, pesce di origine asiatica allevato in Vietnam alle foci del fiume Mekong uno dei corsi d’acqua più inquinati
– Il Salmone allevato: le scorie prodotte in un anno da un allevamento di 200mila salmoni sono pari ai liquami di una città di oltre 60mila persone! I salmoni sono nutriti con mangimi che nella maggior parte dei casi contengono antibiotici. Oltre a nuocere alla nostra salute, inquinano il mare attraverso le deiezioni e la dispersione dei mangimi stessi. Per ogni chilo di salmone allevato servono fino a 5 chili di pesce!
– Il Merluzzo dell’Atlantico: la popolazione è a rischio di sfruttamento. Se lo mangiate una volta alla settimana passate a una volta al mese

QUALE PESCE MANGIARE:


Tutto il pesce azzurro, bivalvi (cozze e vongole), cefalo, mormora, nasello, occhiata, pagello, pesce sciabola, rana pescatrice, rombo, san pietro, scorfano, sgombro, zerro, alice, gallinella, palamita, sarago, seppia, spigola, suro, aguglia, gallinella, lampuga, orata, pesce castagna, pesce serra, ricciola, sarago, sarda, seppia, sogliola, tonno alalunga, tonno allettarato, triglia, polpo…

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