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Home / La design Gallery della settimana, arredi indimenticabili nightlife che hanno fatto la storia

Avrebbe dovuto essere celebrata in una mostra a Brooklyn in programma in questi giorni, noi la raccontiamo in arredi indimenticati e indimenticabili

Photo by Guy Marineau/Shutterstock (7552849a) Pat Cleveland on the dance floor during Halston’s disco bash at ‘Studio 54’. Halston’s disco bash at Studio 54, New York, USA – 12 Dec 1977

Proprio in questi giorni il Brooklyn Museum di New York avrebbe dovuto ospitare la mostra Studio 54: Night Magic, dedicata all’indimenticabile nightlife anni Settanta vissuta nell’esclusivo club di Manhattan dove Bianca Jagger fu avvistata sul dorso di un cavallo bianco. La rassegna, curata e ideata da Matthew Yokobosky e rimandata a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, con oltre 650 oggetti, tra opere d’arte, abiti, fotografie e pezzi décor, è stata pensata per rendere omaggio alla leggendaria discoteca, emblema dell’eccesso, aperta nell’aprile del 1977 da Steve Rubell e Ian Schrager e venduta appena tre anni dopo. Frequentato da moltissime celebrità, come Mick Jagger, Elizabeth Taylor e David Bowie, il palcoscenico dell’ex teatro dell’opera trasformato in una pista da ballo rappresentava per chi lo calcava il luogo-simbolo dell’emancipazione politica, sessuale e creativa. Dove tutti potevano sentirsi delle star. “In questo momento storico, quando le lotte per la libertà spesso si scontrano con norme sociali restrittive, siamo entusiasti di presentare Studio 54: Night Magic. La rassegna incoraggia i visitatori a riflettere su un’epoca significativa della nostra storia condivisa e ci sfida a riconsiderare il futuro e i molti modi in cui possiamo creare un mondo più libero e più giusto ”, ha commentato la direttrice del museo Anne Pasternak.

Sono passati quasi cinquant’anni dai quei mirabili anni ’70 e, dalla musica al design, il tempo sembra essersi fermato a quando i Beatles si scioglievano cantando Let it Be e al Moma di New York andava in scena la celebre mostra Italy: The New Domestic Landscape. Un decennio irriverente e vissuto a pieno che rimane nel ricordo di tutti per il suo senso di libertà diffuso da cui è inevitabilmente derivata un’estetica rigogliosa ed espressiva. Sensuali, e allo stesso tempo un po’ decadenti, i Seventies sono gli anni dell’esagerazione, in cui il senso smisurato della vita travolgeva anche il modo di vestirsi, le abitudini del divertimento e l’abitare domestico.

Quell’atteggiamento sfrontato e incondizionato che caratterizzava chi ballava nello storico dancefloor dello Studio 54 influenzò così ogni campo creativo: nessuno aveva paura di osare. E così mentre si indossavano gli stretti pantaloni in latex, i top aderenti e il wrap dress di Diane Von Furstenberg, le case si riempivano di carte da parati multicolore (wallpaper che oggi rivivono grande successo), oggetti hi-tech sempre più ironici e complementi d’arredo in versione oversize. Sulla scia della cultura pop, tra colore ricerca formale, cambi di proporzione e visioni su larga scala rivoluzionarono la progettazione. Basti pensare agli imbottiti: morbidi e accoglienti, erano pensati per il relax e lo svago (o per fare l’amore come affermano David Netto e Tom Delavan di The New York Style Magazine). E oggi, quando il mondo esterno è un labirinto di insidie e spigoli, quei volumi così rotondi e confortevoli di divani e poltrone continuano a rassicurarci. Rendendo la casa in cui abitiamo rifugio e nascondiglio da una vita sempre più dura e inaspettata. Sarà forse questo il motivo del successo senza fine dei 70’s? La design gallery della settimana racconta proprio come i mobili di quegli anni siano così estremamente attuali e desiderati: i pezzi di archivio progettati in quel decennio diventano oggetti di studio per riedizioni di successo che restano fedeli al disegno originale ma mutano nelle finiture, nei tessuti e nel processo produttivo. 

B&B ITALIA – LE BAMBOLE DI BELLINI, NUVOLE SENZA TEMPO INTATTE MA ATTUALI

Oliviero Toscani

Ideata nel 1972 da Mario Bellini, Le Bambole di B&B Italia fu sviluppata sin dal principio come un’intera famiglia di prodotti, dalla poltrona al letto, delineata da uno stesso segno morbido e accogliente. Compasso d’oro nel 1979, il progetto dell’architetto e designer milanese fu lanciato con un’eccentrica campagna pubblicitaria scattata dal noto fotografo Oliviero Toscani insieme alla modella Donna Jordan (nella foto in apertura). Nel 2007 l’azienda di Novedrate rilancia Le Bambole ’07 modificandone solo il processo produttivo: “Ci sono cose che nascono un po’ fuori dal tempo, che lo attraversano in diagonale, leggere come nuvole, in continua trasformazione eppure uguali a sé stesse, giorno dopo giorno, una stagione dopo l’altra, correndo davanti agli anni che incalzano, senza troppo concedersi, senza farsi consumare. Eccole oggi, le giovani Bambole dei miei giovani anni, alleggerite appena e rivestite a nuovo, pronte ancora ad abitare con noi, nel nostro tempo, in questo tempo così incerto e selvaggio, e nelle nostre case, sempre più indefinibili e imperscrutabili

Un’altra pietra miliare del design anni Settanta tutt’oggi in produzione, è il divano Maralunga di Vico Magistretti per Cassina. Un noto aneddoto racconta di un pugno sferrato da Cesare Cassina a un prototipo presentato dall’architetto milanese che non risultava essere estremamente confortevole. La conseguente rottura dello schienale mal riuscito illuminò Magistretti che individuò nel maldestro movimento un intuitivo criterio per rinnovare la progettazione tradizionale. “Un posto caldo, confortevole, raccolto, dove sentirsi a proprio agio e ritrovare l’atmosfera delle vecchie, comode, protettive poltrone di lettura poste vicino al fuoco di un camino o al di una finestra. Due posizioni, due possibilità d’uso, due occasioni per crearsi il proprio spazio all’interno di una stanza”, disse il designer. Nel 2014 Cassina ha presentato Maralunga 40, una famiglia di mobili rinnovata nei tessuti e nei dettagli a cui ha fatto seguito il Maralunga 40 Maxi, una versione del divano con un sedile più largo e più profondo.

GIOVANNETTI – METAMORFOSI DI UN ANFIBIO TRA UN LETTO E UN DIVANO

Compie invece quest’anno cinquant’anni Anfibio disegnato da Alessandro Becchi per Giovannetti. Oggetto cult ideato nel 1970, fece scalpore per la sua forma: a metà tra un letto e un divano, entrò a far parte delle collezioni di design dei più grandi musei del mondo. Primo tra tutti fu il MoMa di New York, che lo acquistò nel 1972. Da allora sono 13 i musei di arte contemporanea che lo annoverano tra i loro pezzi. Senza struttura interna né telaio, l’imbottito amorfo ricorda il fouton giapponese, il materasso arrotolabile molto diffuso nelle case del Sol Levante. Ancora in produzione, Anfibio si propone come soluzione ideale per vivere momenti di relax e meritato riposo.

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