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Moda e cambiamento: “La moda ti cambia” si dice… Sarà davvero così? La visione di una metamorfosi inconscia

EDITORIALE

a cura di Laura Rossetti

Laura Rossetti per Diciotto Magazine

Tra moda e cambiamento

“La moda ti cambia”. Entri in questo ambiente ricco e sfarzoso, non ordinario e creativo; per certi versi contradditorio e “fuori dalle righe”. Sei in un modo, e ne esci in un altro. Diverso, come se diventassi un’altra persona. Come se si verificasse una “metamorfosi inconscia”. Guardando recentemente il documentario sulla vita di McQueen “Alexander McQueen – Il genio della moda” ( che consiglio vivamente a tutti gli appassionati fashionisti), è emersa una delle verità più profonde del fashion industry: dal momento in cui ci si interfaccia con il fashion world ad alti livelli, la tua persona cambia. In poche parole, smarrisci te stesso e il tuo “IO” più profondo. Non sai più chi eri, chi sei, e chi sarai. La moda cambia nel tempo, non è mai statica e univoca. Anche chi “crea” l’ high Couture e i suoi protagonisti indiscussi (soprattutto i designers) sono parte di questo mutamento. Senza accorgersene a livello cosciente, sono spaventosamente trascinati dal vortice, qual è la moda.

Nessuno è inerme di fronte al cambiamento

Tutti coloro, addetti ai lavori e non, che fanno parte del fashion world ( parlo per esperienza personale) cambiano qualcosa della loro persona e personalità. Tutto ciò è inevitabile. L’ambiente della moda stesso, ti spinge verso questa mutazione. Soprattutto nell’aspetto esteriore. C’è chi dimagrisce, chi vuole apparire semplicemente più piacevole e bello, perché come ho sentito spesso in questi anni di carriera è “ la prima impressione è quella che conta”. Anche la personalità dei singoli non è inerme da questa metamorfosi. Si diventa “personaggi” e non più “persone”. Questa è la differenza sostanziale.

Alexander McQueen – Il genio della moda

L’omonima frase “la moda ti cambia” ( rimasta particolarmente impressa e motivo d’ispirazione), l’ho sentita pronunciare per la prima volta all’interno del celebre documentario dedicato al genio incontrastato della moda Alexander McQueen. Ero consapevole, per esperienza personale, che la moda non fosse un ambiente facile ( a mio dire ricco di insidie). Del resto, come la maggior parte degli addetti ai lavori, non mi sono mai soffermata approfonditamente su questo aspetto.Cresciuto nell’East London, Alexander McQueen era un semplice ragazzo della working class inglese, senza doti né prospettive.

Nel suo intimo, “Lee” ha sempre saputo di non essere come gli altri

Nel suo intimo, “Lee” ha sempre saputo di non essere come gli altri. Per anni ha coltivato demoni interiori, dalle sembianze eleganti e spaventose. E soltanto controllandoli, forse, è riuscito a diventare uno dei più iconici artisti del nostro secolo. Come ha fatto questo punk ribelle a conquistare l’alta moda parigina? E perché, al picco della sua fama, ha deciso di mettervi un punto? Tra tortura e ispirazione, Alexander McQueen rimarrà per sempre un genio radicale e ipnotico che ha influenzato non solo la sua epoca, ma la storia della moda di ogni tempo.

Il cambiamento fa paura

Alexander McQueen, o meglio “Lee”, è stato cambiato molto dalla moda e dal suo sistema. Fisicamente e mentalmente. Dimagrito e diventato “l’icona della moda”, McQueen con il tempo, ha smarrito inconsapevolmente la sua natura più profonda, dimenticando “chi fosse e come fosse” in origine il vero “Lee”.

” Arriva per tutti un momento nella vita in cui ci sentiamo sbagliati, come se non valessimo nulla e a nessuno importasse di noi. È uno dei tanti bivi che ci si presenta di fronte, una delle tante strade che ci si mette davanti e ci chiede di scegliere ( o meglio cambiare). In un primo momento possiamo provare paura, sgomento, difficoltà, (….) La resistenza al cambiamento si concretizza in tutti quei comportamenti verbali e non, frasi che pronunci e atteggiamenti che hai che nascondono, coprono, ti spostano dalla vera questione. Per superare la resistenza al cambiamento non sono sufficienti le motivazioni, né gli argomenti e neppure i consigli altrui. L’aspetto fondamentale è desiderare di cambiare facendo sì che tale trasformazione rinforzi la nostra identità, invece che negarla. Che ci piaccia o meno, la vita è in costante movimento. Nulla rimane statico e per questo ciò che oggi appare in un modo, domani potrebbe apparire in un altro (…..)”.

Persone o personaggi

Il personaggio fa dimenticare la persona. Se il personaggio agisse temporaneamente non ci sarebbero grossi problemi, ma a forza di identificarsi con esso, ( per adeguarsi a un certo contesto) fa sì che l’uomo perda la “memoria del sé”. L’unico modo per “venirne a capo” è riconoscere queste emozioni che ci stanno alterando la personalità. Attraverso una “ricerca interiore” ed integrarle all’interno di noi stessi. “Togliendoci la maschera” , esprimendo quello che siamo veramente, non facendoci travolgere dal contesto in cui viviamo. Anche se il “personaggio” risulti il più forte ed apprezzato rispetto alla “persona”. La “persona” può essere inadatta ad un certo ambiente (come spesso accade nel mondo della moda) per questo è destinata a trasformarsi. Questione di adattamento. Altrimenti sei “fuori”.

È solo la nostra attenzione, la nostra identificazione che rende attivo il nostro “personaggio”. Ogni tanto dovremmo “staccare la spina”, renderci conto che stiamo vivendo una realtà che non ci appartiene, che stiamo facendo delle scelte che non sono del tutto frutto della nostra natura. Solo così possiamo vivere in equilibrio con noi stessi.

“Staccarci dalle forze emotive che comandano in noi significa ascoltarle, imparare a conoscerle – e a questo ci porta l’osservazione – e scegliere poi se e quando smettere di prestar loro attenzione. Dobbiamo saper togliere il nostro interesse, se vogliamo che non interferiscano con le nostre scelte”. (Aurora Mazzoldi)

Così, come per Alexander McQueen, dobbiamo rimanere legati alle nostre origini e ricordare, ma soprattutto mantenere gelosamente, chi siamo senza smarrirci ( o perlomeno cercare il più possibile che ciò non accada). Anche se agli altri ( alla moda) non va bene. Dobbiamo seguire la nostra natura per non essere “mutati” dalla natura della moda stessa, che talvolta non ci rappresenta.

E ricordate: 

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”

Sir Winston Churchill

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