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L’online detta già la linea ai negozi. Varrà il 12% nel 2020

L’online detta già la linea ai negozi. Varrà il 12% nel 2020

Una foto dal report di McKinsey

Le vendite di lusso online arriveranno a contare il 12% (37 miliardi) nel 2020 e il 19% (74 miliardi) nel 2025 del mercato del lusso globale, che toccherà quota 383 miliardi. Il tutto, contro l’8% (20 miliardi di euro) su 254 miliardi di euro del 2016. Questo quanto riportato dal report The age of digital Darwinism realizzato da McKinsey & Company.

Tra le categorie più gettonate dai consumatori quando si tratta di acquisti online, come messo in evidenza, ci sono i prodotti beauty, l’apparel e gli accessori come borse e piccola pelletteria. Mentre, a livello di compratori, quelli in cerca di una forma di lusso accessibile sono più inclini a comprare online rispetto a coloro in cerca di lusso assoluto. I primi, inoltre, appartengono a una fascia d’età più giovane, con i millennials a fare da traino. Non solo. Nelle abitudini dei consumatori si fanno sempre più spazio gli acquisti tramite dispositivi mobile, che stanno diventando il nuovo “desktop”. Un esempio, infatti, sono i considerevoli risultati raggiunti da Yoox Net-a-porter e Mango. Tra le piattaforme online, quelle dei monobrand hanno ottenuto una crescita cagr nel periodo 2014-16  del 20%, inferiore rispetto a quella di marketplace multibrand (+40%) come Farfetch e Asos

Come messo in luce dallo studio, è iniziato il momento del “reverse omnichannel”, quando è lo store che deve allinearsi alla qualità dell’esperienza di shopping online e non vice versa. Il digitale, infatti, non rappresenta solo un canale di vendita o comunicazione, ma diventa una fonte di ispirazione per reinventare il ruolo degli store e della customer experience.

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