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S.T.E.M. A. Alla Fondazione Prada con Coderdojo l’arte contemporanea diventa lo strumento creativo del coding.

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Cos’hanno in comune arte contemporanea e linguaggio di programmazione? All’apparenza potrebbero sembrare due mondi separati ma, in realtà, partono da due matrici comuni: la creatività e che, di fatto, vivono nello stesso Mondo reale o virtuale che sia.

A spiegarlo, la Fondazione Prada insieme a Coderdojo Italia, per un evento all’interno del progetto S.T.E.M. A in the city dedicato alle materie scientifiche e le donne. Io e mio figlio Alessandro non ci siamo fatti scappare l’occasione di parteciparvi come pubblico e per approfondire queste interessanti tematiche con gli organizzatori.

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Cos’è S.T.E.M. A. In the city?

Da una ricera condotta da CA Technologies in collaborazione con Fondazione Sodalitas e NetConsulting Cube è emerso che oggi, su un campione di 110 intervistati tra responsabili delle risorse umane e direttori dei sistemi informativi di aziende italiane e su 210 studenti di licei e istituti professionali, la minoranza femminile è eclatante. Il 100% dei Data Protection Officer, l’82% dei Cyber Security Expert, il 70% dei Cloud Computing Engineer è uomo.

Le lauree S.T.E.M. – Science, Technology, Engineering & Mathematicssono una preferenza ancora tutta maschile. Per questo motivo, si è pensato a un progetto di trasformazione dell’orientamento universitario in S.T.E.A.M. aggiungendo le Arts per puntare sul maggiore orientamento delle ragazze verso le culture umanistiche e artistiche. Questo anche perché, di fatto, gli esperti di tecnologie innovative sono sempre più spesso affiancati da professionisti di questo tipo per ideare servizi e prodotti innovativi e stimolare maggiore creatività. Da qui il nome della ricerca “Il futuro è STEAM: Science, Tech, Engineering, Arts & Math”.

 

Arte & Coding, connubio avvincente.

Fondazione Prada ha accolto con entusiasmo la sfida, aprendo le porte della sua Accademia dei bambini a Coderdojo Italia per un lab davvero interessante: dopo un tour guidato ad alcune opere contemporanee i ragazzi avrebbero dovuto ricreare una Fondazione Prada immaginaria usando Minecraft e Scratch.

La cosa più interessante è stata quella di scoprire questo legame creativo tra un’arte che esce dai canoni classici per entrare nel contemporaneo con l’uso di materiali non convenzionali e una visione del Mondo e della realtà attuale rivisitata e la programmazione. Entrambi, in effetti, costruiscono mondi immaginari o reali e possono considerarsi nuove forme d’arte contemporanea.

Dopo averci spiegato l’aspetto architettonico della Fondazione, con la sua Torre dorata in foglia d’oro, il grande cinema a specchio che si trasforma in teatro a cielo aperto, e i suoi materiali innovativi che fondono architettura moderna con restyling del vecchio, la guida ci ha condotto alla scoperta del Processo Grottesco di Thomas Demand.

È stato come entrare davvero in una grotta, l’installazione è preceduta da una foto dell’opera che era originariamente la vera opera d’arte e da una serie di cartoline di grotte a cui si è ispirato per creare la sua. Cosa c’è di particolare? L’installazione è creata con 30 tonnellate di cartone grigio, sagomato mediante computer e disposto a formare una stratificazione di 900.000 sezioni.

La cavità, le stallattiti, le stalagmiti sono tutte create tagliando, seguendo un modello 3D, i vari strati di cartone, utili per la ricostruzione tridimensionale.

Il tema della grotta è un must provocatorio della tecnica pittorica cinquecentesca ma qui, grazie all’uso di uno strumento altamente tecnologico, si riproducono velocemente le stratificazioni di una natura dal ritmo lentissimo.

Così, quest’opera a cavallo tra reale e surreale, dalle evocazioni simboliche e immaginifiche, è un chiaro esempio di come tecnologia e arte si fondano per dare vita alla rappresentazione innaturale della Natura nel tempo.

 

Coding tra divertimento e competenze

Dopo che l’arte aveva aperto la mente a una visione tutta nuova sulla progettazione, i ragazzi non vedevano l’ora di dare sfogo alla loro creatività. Siamo rientrati, così, in biblioteca dove, tra lezioni di scratch base per i nuovi e gruppi di lavoro, c’è stata un’intensa attività di apprendimento e creazione in un clima di cooperazione e divertimento. Perché anche questo fa l’arte: crea scambio a tutti i livelli di studio, progettazione, esposizione e fruizione dell’opera. Insegnando il lavoro in team, il brainstorming e il problem solving. Accendendo le menti anche dei più piccoli che avevano trovato una correlazione tra la ricerca e la scelta dei materiali in Minecraft e quello del cartone per Demand, l’effetto pixel del risultato dell’opera con gli strati sovrapposti con quello dei mattoncini del videogioco.

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Questo può essere un ottimo spunto per tutti gli insegnanti e genitori che vogliono creare progetti multidisciplinari partendo da una visione del Mondo reale ma in chiave creativa.

Ma che cos’è esattamente il coding, a cosa serve nell’apprendimento e quanto piace alle bambine? Ce ne parla Stefano Panzera, uno dei fondadori di Coderdojo Milano, in un’intervista realizzata da Alessandro Fiore

 

Tornando al perché del progetto, invece, dobbiamo dire che il risultato dell’incontro ha confermato, purtroppo, i risultati della ricerca: solo 5 su 20 partecipanti erano bambine, benché il lab avesse una via preferenziale per il genere femminile… peccato!

 

Ma cosa possiamo fare per rimediare?

Sicuramente incentivare lo studio e la progettazione scientifica e tecnologica in gruppi misti, proporre e portare le bambine a eventi di settore. Stimolare la loro curiosità mostrando come queste materie facciano parte della vita, possono avere un aspetto divertente, interessante e anche emotivo e, ovviamente, immergerle nell’arte e nella creatività mostrando loro un Mondo “artecnologico” che le possa fare innamorare e appassionare.

 

PS: la giornata alla Fondazione è continuata con la visita alla Torre, che potete scoprire nel prossimo articolo qui:

https://diciotto.net/2018/05/04/atlas-la-discesa-dalla-torre-prada-tra-surrealismo-ed-esperimenti-contemporanei/

 

Chi sono
Carmen Fiore. Single, mamma, manager di me stessa. Presidente dell’Associazione Sobjective, consulente di comunicazione & marketing etico e coach olistica scrivo per passione e lavoro viaggiando con mio figlio per la nostra Lifeschooling.
http://www.sobjective.it/www.carmenfiore.ebasta/

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