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Angelina Jolie: «Il mondo ha bisogno di donne “cattive”»

«Le donne che si rifiutano di seguire le regole e i codici in cui non credono sono le migliori. E se questo vuol dire essere cattive, allora il mondo ha bisogno di più cattive». Così Angelina incoraggia le donne a essere sé stesse
Dicono che interpretare un cattivo sia decisamente più interessante che interpretare un buono. Ne sa qualcosa Angelina Jolie che, a quattro anni dall’ultima volta, tornerà a vestire i panni di Malefica nel film Maleficent – Signora del Male, che uscirà al cinema il 17 ottobre. La cattiveria, per l’attrice, non è però solo legata alla stregoneria, agli arcolai maledetti e alle ali nere in grado di portarla lontano, ma anche a una dimostrazione di carattere. Lo spiega lei stessa in un articolo pubblicato su Elle, dove incoraggia le figlie Zahara, Shiloh e Vivienne a credere nelle proprie capacità, a non darsi per vinte anche quando il mondo non le giudica abbastanza.

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«Guardando a ciò che succede in tutto il mondo, ci dovremmo chiedere: ‘Perché ci si impegna tanto nel tenere le donne relegate in ruoli secondari?”. Le donne che non rinunciano alle proprie opinioni e ai propri diritti, anche a rischio della morte o della reclusione o del rifiuto da parte delle loro famiglie e comunità, sono le migliori, per sé stesse e per le proprie famiglie», scrive Angie aggiungendo che sia poco importante se per questo vengano additate come cattive, nemiche. «Se questo vuol dire essere cattive, allora il mondo ha bisogno di più cattive», insiste la diva da sempre in prima linea quando si tratta dei diritti delle donne e dei meno fortunati.
«Ciò che siamo destinati a diventare nella vita è qualcosa che ciascuno di noi deve capire da solo. Credo che, in quanto donne, spesso perdiamo l’orientamento, perché il nostro istinto è quello di prenderci cura degli altri o di adattarci alle aspettative della società. Può essere difficile prendersi del tempo per chiederci chi vogliamo essere davvero – non quello che pensiamo che gli altri approveranno o accetteranno, ma chi siamo veramente», ricorda Angelina prima di raccontare quando ha capito per la prima volta il suo valore: «Ero una ventenne, stavo incontrando i rifugiati in Sierra Leone nelle fasi finali di una brutale guerra civile. Capii per la prima volta quale sia il livello di violenza che esiste al mondo, e la realtà della vita di milioni di persone coinvolte dai conflitti e dalle evacuazioni. E ho scoperto così il lavoro e lo scopo della mia vita».

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